Fermarsi è un male?


In un mondo come il nostro che corre, va di fretta, che sembra un treno senza meta, ho sempre pensato che fermarsi potesse essere molto pericoloso.


La famiglia.

Gli amici.

Il lavoro.

Il senso di responsabilità.


Queste Tutte le cose a cui ho sempre pensato mentre il mondo girava come una trottola.

Questo periodo definisce il mio quarto stop.

Il primo non lo definirei tale, anzi , lo considero uno step importante che mi ha messo in pausa dal lavoro e studio per farmi vivere tutto ciò che è l’emozione del viaggio più bello della mia vita: questo stop si chiama Australia.


Il mio secondo stop, e anche qui difficile definirlo tale, è stata la mia prima gravidanza. All’ottavo mese ho appeso le scarpe da tennis, messo via il mio Mac e mi sono dedicata alla mia pancia e poi alla mia prima Bimba. Direi che me la sono goduta tutta, ma solo dopo aver metabolizzato che non sarebbe successo nulla anzi che mi sarei divertita alla grande con quella cucciola tutta riccia.


Ed eccomi al terzo time break , che ormai avrete capito qual’è: la mi secondogenita. Altro fermo, altro periodo felice e pieno di cose belle che l’essere mamma bis mi ha portato e la signorina direi che ripaga ancora oggi ogni singolo giorno.

Cosa ho provato inizialmente in tutte e tre le situazioni: Smarrimento. E se poi torno e nn trovo più il lavoro, i clienti, i colleghi, le relazioni che avevo? Ecco i miei dubbi ( avete letto il

Post😜).


E dopo un primo periodo di ‘labirintite sensoriale’ tutto torna in equilibrio.


Il tempo rallenta, la fretta è in stand by e ci si gusta ogni singolo istante.


Che dire eccomi al quarto stop, che questa volta ha fermato tutto quel mondo che di solito non guarda in faccia a nessuno, che continua a girare, a modificarsi, qualche volta ad evolversi e qualche volta ad involvere.


E anche questa volta ho potuto gustare anche i positivi si questo stop:


  • le mie bimbe ( che non mi fanno fare le foto ahahah vedi foto di copertina )

  • La sveglia con molta più calma

  • La colazione tutti insieme ( attentato alla linea)

  • La distanza casa lavoro a km zero( vado nel mio studio dove alleno le persone e mando le programmazioni senza nemmeno accendere l’auto)

  • Ogni pranzo e cena ancora in famiglia.

  • La possibilità di riprendere in mano libri e corsi che ho acquistato e che sono stati troppo a lungo in panchina ( e qui se posso chiedo l’aiuto dal pubblico...voglio altre tre ore solo per quello al giorno).

  • I bagni caldo eterniiiiii a leggere il Kindle o a guardare Netflix.


Insomma questo momento di stop lo leggo come un segno importante ( sono una razionale con ascendete Cancro, concedetemelo) forse tutto stava andando troppo in fretta.

La natura che si riprende i suoi spazi ne è forse la prova più evidente.


Poi in questa situazione ci sono tanti aspetti negativi: è innegabile!


Ma quella è un’altra storia...per ora vissero ancora tutti (quasi) felici e contenti.


E voi bicchiere mezzo pieno?

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